SE QUESTA E’ DEMOCRAZIA…

Non so se avete visto l’intervista a Grillo nella trasmissione di “Anno Zero” di giovedì 10 Febbraio (in caso trovate il video in questo post). Quello che mi è molto piaciuto delle sue dichiarazioni è stata l’aggiunta di un punto rilevante (che non era tra i punti fondanti del programma delle liste 5 stelle fino ad ora). Si tratta della possibilità di indire referendum ANCHE PROPOSITIVI SENZA QUORUM sul territorio (comunale, regionale o statale) in modo da dare ai cittadini la possibilità di passare da una democrazia “rappresentativa” (che vediamo tutti i giorni che interessi “rappresenta”) ad una democrazia “partecipata”. Questo significa che ogni decisione rilevante può (o DEVE??) essere il risultato di un confronto in seno alla comunità. Il futuro deve essere nelle mani di chi lo paga (e non solo economicamente). Questa proposta, dal mio punto di vista, è la conseguenza OVVIA dell’accesso al WEB come diritto di cittadinanza. Ecco un ottimo motivo per poter avere accesso in rete: discutere, decidere (e votare) sul proprio futuro.

Si parla di Mediana, di Motor City, di traforo delle Torricelle, di Interporto. Qualcuno ha chiesto il parere della popolazione? Davvero, voglio dire, con i progetti aperti sul tavolo e i costi delle opere quantificati con cifre credibili? A me non ha chiesto niente mai nessuno. Ho visto il Centro Risi sorgere senza sapere neppure bene di cosa si trattasse (e non lo so neanche oggi che è finito. Cos’è: un Teatro? Una sala polivalente? Un ristorante? Per il  momento è un contenitore alla ricerca della sua identità. Ma i milioni di euro che è costato quelli, invece, sono una certezza).

Ve la immaginate la TAV sottoposta a referendum in Val di Susa?
Se i nostri politici pensano davvero, in buona fede e senza retropensieri, che un’opera sia utile alla comunità, abbiano il coraggio di proporla, di dirci PRIMA a cosa dovrebbe servire e quando costerà, diano la possibilità alla popolazione di pesare costi e profitti, di discutere nei bar o a cena nelle proprie case. Se poi una parte della popolazione DECIDE di non partecipare ai voto, accadrà semplicemente che chi partecipa decide. Gli altri dovranno scegliere: partecipare anch’essi alla vita (a questo punto DAVVERO POLITICA) della comunità o accettare di subire le decisioni degli altri. Vedrete che la gente a quel punto avrà ottimi motivi per non stare la sera a casa a vedere DON MATTEO e preferirà andare a discutere con i suoi concittadini (o parlarne via WEB se gli è più consono) su come dare senso alla vita della propria comunità.

Nel 1776 alcuni uomini scrissero in terra americana una dichiarazione di indipendenza che asseriva alcuni principi assurdi per l’epoca. Nel 1787, dopo una guerra lunga 7 anni, nasceva la prima costituzione “moderna” della storia. 2 anni dopo il virus contagiava anche l’Europa, e noi tutti siamo i figli di quell’esperienza di utopisti visionari. E se provassimo anche noi a sognare un po’….?
Ciao

Renzo Gasparella

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