CASA DI RIPOSO: 40 LICENZIATI.

ISOLA DELLA SCALA. Il mancato versamento Iva è di tre milioni di euro: drastica decisione del Cda della Casa di riposo
Tutti licenziati da domenica
i 40 dipendenti a termine
Mariella Falduto
Solo la scorsa settimana sindaco e sindacati si dicevano ottimisti Ora è a rischio la tenuta della struttura: «Servizi in ginocchio»

La casa di riposo Benedetto Albertini al centro della bufera per irregolarità contabili

Le irregolarità nei conti della Casa di riposo Benedetto Albertini finiscono per ricadere sui dipendenti: una quarantina di lavoratori a tempo determinato ha ricevuto una lettera di licenziamento e potrà lavorare solo fino a domani.
Nella lettera, una raccomandata recapitata a mano e datata 13 febbraio, un freddo linguaggio burocratico così li informa: «Oggetto: cessazione del rapporto di fatto in essere. In esecuzione della deliberazione del consiglio di amministrazione numero 17 in data 12.2.2013 immediatamente eseguibile. Considerato che è stato stipulato un contratto a tempo determinato con scadenza il 31 dicembre 2012 e che le prestazioni sono continuate oltre il termine pur in assenza di accordo tra le parti comunico che le prestazioni rese dalla signoria vostra a favore di questa Casa di riposo dovranno cessare con decorrenza 17.2. 2013 (ultimo giorno 16.2)».
La lettera è firmata da un «segretario direttore facente funzione», in sostituzione del direttore generale Gianluca Alberti, che sarebbe stato sospeso dopo l´accertamento del mancato versamento di contributi e imposte che, si è chiarito, si aggira attorno ai tre milioni di euro.
Alla Albertini lavorano 111 dipendenti, la maggior parte a tempo indeterminato; quelli a tempo determinato, con un contratto a scadenza, sono 40. Per loro la notizia del licenziamento è stata una doccia fredda.
«Hanno tagliato in modo lineare», dice uno di loro che chiede l´anonimato, «guardando il contratto indipendentemente dalla funzione, e adesso la riduzione del numero degli operatori non solo mette in crisi i servizi ma li mette addirittura in ginocchio. Questa è l´anticamera della chiusura, abbiamo visto cosa è successo con l´ospedale. Oltretutto siamo stati trattati a pesci in faccia, il meccanismo è stato poco corretto nei nostri confronti: il Cda ci ha incontrati per spiegarci la gravità della situazione, ma doveva essere più chiaro e spiegarci che sarebbe stato costretto a lasciarci a casa».
«Non si capisce», continua, «se è vero o no che con un contratto scaduto alla fine dell´anno se avessimo continuato a lavorare per altri 50 giorni l´ente sarebbe stato costretto ad assumerci a tempo indeterminato. Non si capisce neppure se è vero che saremo riassunti, se lo saremo tutti o soltanto alcuni».
La situazione della Casa di riposo era stato oggetto la settimana scorsa di un incontro rassicurante tra il sindaco Giovanni Miozzi e i sindacati che avevano dato la loro disponibilità a proseguire il confronto per la salvaguardia dei posti di lavoro.
A quello ha fatto seguito un incontro con il Cda. «Abbiamo tentato una mediazione», spiega Sante Olivato della Cgil, «che non ha avuto successo. È chiaro che la situazione del personale a tempo indeterminato è diversa da quello a tempo determinato. Abbiamo cercato di spiegare al Cda che non avrebbe rischiato niente a mantenere in servizio i lavoratori a tempo determinato, perchè il limite dei 50 giorni dopo la scadenza del contratto vale per il settore privato e non per il pubblico, ma l´amministrazione è stata di diverso avviso. Ci hanno comunque detto che potrebbero riassumere una parte dei lavoratori licenziati attraverso un´agenzia interinale».

venerdì 15 febbraio 2013 – PROVINCIA – Pagina 28
CONSIGLIO A PORTE CHIUSE. Per Isola nostra bene comune il caso Albertini non è gestito con trasparenza, il primo cittadino contrattacca
Scontro tra opposizioni e Miozzi sull´emergenza
Le irregolarità nella gestione contabile continuano a preoccupare cittadini e politici
Le irregolarità nella gestione contabile della Casa di riposo Benedetto Albertini, che da un mese fanno discutere il paese, sono state oggetto di una richiesta di chiarimenti del gruppo di opposizione di Isola nostra bene comune e di una risposta data dal sindaco Giovanni Miozzi a porte chiuse nel consiglio comunale del 17 gennaio. Il contenuto di quella comunicazione, che non si conosce ufficialmente perché coperto dalla riservatezza, alimenta la polemica politica perché l’opposizione contesta le affermazioni del sindaco, continuando un botta e risposta incominciato con un volantino del Pd che accusava Miozzi di aver dato «un´ ingiustificata comunicazione a porte chiuse». A quel volantino Miozzi aveva risposto: «Nella comunicazione a porte chiuse ho fornito nomi e cognomi dei responsabili con cifre e situazioni circostanziate che ora dovranno essere vagliate da chi sta indagando e di conseguenza questa speculazione politica sulla pelle delle persone in difficoltà mi fa schifo».
I consiglieri di opposizione presenti a quella seduta, Alessandro Meneghelli e Maurizio Rodegheri di Isola nostra, e Renzo Gasparella del Movimento 5 stelle, ribattono: «Ci esprimiamo solo ora perché abbiamo aspettato che fosse pronto il verbale di quel Consiglio, che non può essere reso pubblico. Precisiamo che in quella comunicazione il sindaco non ha citato nomi né cifre, parlando di responsabilità imputabili al settore amministrativo della casa di riposo, con cifre cospicue ma la cui entità era ancora da accertare; quanto riferito dal sindaco corrispondeva a ciò che fino a quel momento si era già sentito da ricorrenti voci di paese».
I consiglieri sottolineano: «Tale comunicazione, che doveva essere fatta all´inizio del consiglio, come da risposta del vicesindaco Tiziano Arcolini alla nostra richiesta, è stata invece data al termine della seduta, a seguito di una sollecitazione di Rodegheri».
Dal canto suo il sindaco replica: «In quella seduta a porte chiuse ho dato informazioni sull´ordine di grandezza dell´ammanco. E per quanto riguarda i nomi, se è vero che non ho fatto il nome diretto del responsabile, ho però detto che l´ammanco era dovuto alla parte amministrativa della Casa di riposo e tutti sanno chi è il responsabile. L´opposizione faccia pure campagna elettorale sulla pelle degli anziani, si vergognino perché stanno strumentalizzando una cosa delicatissima». M.F.

Un pensiero su “CASA DI RIPOSO: 40 LICENZIATI.

  1. Armando Lanza

    Che aspetta il Comune a costituirsi “parte civile” nell’ inchiesta Casa di riposo di Isola della Scala ? Il Sindaco, invece di polemizzare con chi vuole la verità, dovrebbe stare dalla parte dei cittadini e dei “vecchietti” ospiti dell’ Albertini, sostenere l’ Autorità Giudiziaria nel corso dell’ inchiesta e oltre. Che aspetta il Sindaco a indire una Assemblea Pubblica e dare delle risposte a tutta la cittadinanza? Perché il Consiglio a porte chiuse? Di chi ha paura Miozzi? Ha qualcosa da nascondere? Chiediamo la costituzione di PARTE CIVILE del Comune contro i responsabili del mancato versamento di contributi e imposte con la conseguente ricaduta sui dipendenti.
    Il cittadino Armando Lanza.

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