i Grilli di Villafranca

giovedì 28 febbraio 2013 – PROVINCIA – Pagina 34
Quattro gatti folgorati
dallo show nel castello

Uscirono dal castello di Villafranca con «un Grillo nella testa». Ivo Mondini, Carlo Reggiani, Simone Bernabè e pochi altri avevano appena finito di ascoltare il comico Beppe che esortava i suoi spettatori a diventare «cittadini» e a dismettere i panni dei «sudditi». Qualche settimana dopo, quegli spettatori villafranchesi folgorati da Grillo organizzarono il primo incontro. Erano quattro gatti, ma decisero di andare avanti. Accadde cinque anni fa, nel 2007. Al centro sociale di via Rinaldo, Ivo Mondini, Carlo Reggiani e gli altri decisero che si sarebbero candidati per tentare di entrare nel consiglio comunale di Villafranca alle elezioni della primavera 2008. Reggiani, ingegnere, fu messo a capo della pattuglia degli «Amici di Beppe Grillo». Gli elettori gli diedero 620 voti, non sufficienti per andare a rappresentarli in municipio, ma abbastanza numerosi per convincere quei quattro gatti a non mollare. Alla prima seduta del nuovo consiglio comunale, Bernabè si presentò con la telecamera e Reggiani, seduto accanto a lui, pigiava sui tasti di un mini computer. L´ingegnere mandava su internet una cronaca degli interventi. «Io rappresento anche qui, tra il pubblico, i 620 cittadini che ci hanno votati». L´amministrazione di Villafranca fu tollerante, fino a un certo punto, però. Autorizzò le riprese, poi, con il passare degli anni, decise che sarebbe stato meglio vietarle perché fece montare telecamere proprie.
Nel frattempo, gli «Amici di Grillo» tentarono altre sortite nei paesi del villafranchese. A Vigasio, Bernabè montò la telecamera per riprendere la seduta e il sindaco Daniela Contri fece intervenire i vigili urbani. Poi, la clamorosa motivazione del divieto: «I consiglieri sono timidi e, se ripresi dalle telecamere, non parlano più come vorrebbero». I palazzi, insomma, iniziarono a blindarsi. Un bel regalo al Movimento 5 Stelle che attaccava: «Se i politici non si fanno riprendere e vedere da tutti i cittadini, c´è qualcosa che non va». L´amministrazione di Villafranca nei primi anni fu sommersa dalle interrogazioni degli «Amici di Grillo». Chiedevano spiegazioni su tutto. Fino a quando, ancora unavolta, il palazzo decise che era arrivato il momento di bloccarli: statuto cambiato e non più obbligo di risposta al cittadino che faceva domande. Spiegazioni solo ai consiglieri. In una delle ultime sedute, il blog del M5S era monitorato costantemente dai banchi della giunta. E così, il presidente Enrico Ortomibina interruppe due volte la discussione, richiamando Reggiani che continuava a mandare informazioni on line sul consiglio. Strategia politica suicida, visto il risultato.L.G.


Simone Bernabè

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