L´ospedale di Isola a «Striscia» Ma è tutto un altro servizio

ULSS 22. La troupe inviata da Canale 5 è tornata a intervistare il direttore generale Dall´Ora

Il mago Casanova il 5 febbraio aveva girato un pezzo diverso

Dall´Ora accoglie male il mago Casanova: è il 5 febbraio
 
Dall´Ora e Casanova conversano serenamente: puntata del 16 marzo
Evidentemente noi abbiamo visto un altro film. Il servizio di «Striscia la Notizia» sull´ospedale fantasma di Isola della Scala andato in onda sabato scorso non è certo quello girato in nostra presenza il 5 febbraio e raccontato, il giorno dopo, su L´Arena. È tutta un´altra storia. È tutto un altro taglio. Il resoconto è completamente differente da quello originario: ciò che s´è visto in tv non è ciò che è stato registrato nella prima versione mai mandata in onda. Perfino i vestiti dei protagonisti sono cambiati. Bisogna quindi, a onor del vero, spiegare cos´è accaduto e smascherare il doppio-gioco del tg più satirico d´Italia.
Ad inizio febbraio il mago Casanova con la troupe di Canale 5 è arrivato a Isola della Scala per raccontare la fine ingloriosa dell´ospedale: chiusura di reparti, stanze semi deserte, ambulatori vuoti e fuga di medici. È entrato nell´edificio con la riconoscibilissima divisa da lavoro (cilindro e soprabito nero) ed ha cominciato a girare immagini su e giù per i piani. Telecamera in spalla, gli inviati di Striscia hanno filmato indisturbati tutto quello che erano venuti a cercare: una struttura pubblica svuotata di contenuti, di operatori e, vista la scarsità dell´offerta, poco utilizzata ormai anche dai pazienti. Riprese in ortopedia, giù in radiologia, all´ultimo piano letteralmente chiuso a chiave, poi nell´ala della psichiatria e negli uffici amministrativi. Ha parlato con i dipendenti e con un gruppo di mamme iscritte al corso parto ma che «andranno a far nascere altrove i loro bimbi perchè qui l´ostetricia non c´è più». Una mattina, insomma, a raccontare la sensazione di non trovarsi in quello che ufficialmente è catalogato come un ospedale per acuti «ma piuttosto», parole del mago, «in una struttura abbandonata lentamente avviata alla chiusura».
Casanova aveva messo in piedi il servizio dimostrando che «se questo è un ospedale fantasma con pazienti fantasma, allora sono nel posto giusto per fare la mia magia: rendermi invisibile, girare per i reparti senza che nessuno mi veda così da riuscire a captare per davvero la situazione e andare poi a chiedere spiegazioni a chi di dovere». Detto, fatto. Da Isola della Scala Casanova s´è portato a Bussolengo per intervistare il direttore generale dell´Ulss 22 Alessandro Dall´Ora. Che, con addosso il suo gilet da lavoro (si veda la foto sopra confrontata con quella in giacca e cravatta), non lo aveva accolto molto bene: «Il mago qui? Vabbè che siamo a carnevale….». Il colloquio tra i due, a porte chiuse, è durato un´ora e poi Casanova, portata a termine la missione, se ne era tornato a Milano annunciando la messa in onda del servizio per il 16 febbraio.
Bene, il 16 febbraio in televisione non s´è visto nulla. Neanche il giorno dopo. Nemmeno quello dopo ancora. La giustificazione data da Striscia è stata sempre quella che «il pezzo è stato inserito in scaletta più volte ma poi per esigenze di redazione è stato tolto: andrà in onda appena possibile». In mezzo ci sono state le elezioni e, a pensar male, s´è ipotizzato che per Canale 5 non fosse opportuno uscire sul «tg più visto d´Italia» con un servizio contro la sanità pubblica gestita dalla Lega. Poi, senza alcun avviso, con grande sorpresa, a distanza di 40 giorni c´è stata la messa in onda. L´annuncio di Greggio e Iacchetti faceva ben sperare: «Un ospedale fantasma». In realtà già dai primi fotogrammi si capiva che non era il servizio fatto cinque settimane prima. Casanova, evidentemente, ha deciso di cambiare il pezzo fatto nel primo momento con una versione diversa da quella raccontata su L´Arena.
Nella registrazione «corretta», oltre ad uno spezzone dentro a un improbabile ospedale con finti medici, c´è addirittura il lancio del cilindro al direttore generale Dall´Ora che, in giacca e cravatta (non più col gilet di cui sopra) prende al volo il «testimone» e risponde sorridente alle domande dell´inviato. «È un ospedale in dismissione per programmazione regionale», spiega a Casanova, «un po´ alla volta andremo a oggettuarla: alla fine rimarranno le attività ambulatoriali e un pronto soccorso con punto di primo intervento. Sarà chiusa la parte per acuti che verrà trasferita a Villafranca». E Casanova: «Con queste grandi rassicurazioni del direttore generale dell´Ulss 22, la gente di Isola della Scala può stare tranquilla. A voi la linea». Davvero, tutto un altro film.
Camilla Ferro

 

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