Presentò falsi requisiti. A Brugnettini otto mesi.

Inserì esperienze lavorative mai fatte e diventò direttore sanitario Chiesta la restituzione di 300mila euro di stipendi dall´Ulss

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Si avvicina la fine del processo a carico di Brugnettini per falso in atti pubblici

Non aveva mai svolto funzioni di «responsabile delle risorse umane e strumentali in enti o strutture sanitarie». Massimo Brugnettini, però, lo aveva scritto nella sua domanda per l´inserimento nell´elenco regionale di dirigenti idonei alla nomina di direttore sanitario. Ma per il giudice Giorgio Piziali ciò non era vero. E così l´ex sindaco di Isola della Scala ed ex senatore della Lega è stato condannato a otto mesi di reclusione con pena sospesa con l´accusa falso ideologico in atto pubblico. Brugnettini è stato assolto, invece, dalla seconda accusa di falso commesso da pubblico ufficiale. Per la procura, aveva indotto in errore il direttore generale Maria Giuseppina Bonavina, indagata e poi prosciolta in fase d´indagine in questo stesso procedimento. In base alla falsa autocertificazione, la dirigente l´aveva nominato direttore sanitario dell´Ulss.

La sentenza è stata letta ieri nel tardo pomeriggio dopo più un´ora di camera di consiglio dal giudice Giorgio Piziali. Poco prima, il pm Valeria Ardito aveva chiesto la condanna dell´ex dirigente sanitario ad un anno e due mesi di carcere per le due accuse, formulate nella richiesta di rinvio a giudizio. Brugnettini è stato condannato a pagare una provvisionale di 15mila euro all´Ulss 20 costituitasi parte civile con l´avvocato Alberto Berardi. Sarà poi il giudice civile a stabilire l´entità della cifra da corrispondere all´Ulss di Bussolengo. Il legale, al termine della sua arringa, aveva chiesto il pagamento di 299mila euro che corrispondono agli emolumenti percepiti da Brugnettini durante la sua attività di direttore sanitario.

L´inchiesta era partita dopo la denuncia del sindacato dei dirigenti dei medici Confedir Mir che aveva segnalato l´assenza dei requisiti di Brugnettini per il posto conquistato ai vertici dell´Ulss nel 2007.

Durante la sua requisitoria, il pm Valeria Ardito ha sottolineato che l´attuale consigliere comunale di Isola della Scala per la lista Miozzi era consapevole di ciò che aveva autocertificato, ben conoscendo gli incarichi ricoperti tra i quali mancava proprio «la responsabilità delle risorse umane e strumentali», requisito indispensabile per la nomina a direttore sanitario. La pm ha poi ricordato anche la mancata collaborazione dell´Ulss durante le fase delle indagini perchè, ha detto, «aveva stentato a dare tutti i documenti necessari per le indagini».

È stato poi il turno del difensore di Brugnettini, l´ avvocato Francesco Palumbo che ha detto come la normativa richiamata dal pm Ardito non era ancora entrata in vigore. Il motivo? L´avvio di quella legge era subordinata alla frequentazione di corsi per i dirigenti sanitari in realtà, mai istituiti. Anche l´altro difensore di Brugnettini, l´avvocato Maurizio Sartori, ha ricordato che il suo assistito non era consapevole di aver dichiarato il falso nella domanda avendone discusso anche con il dirigente della Regione prima della sua presentazione. I difensori hanno già annunciato l’appello.

G.CH.

2 pensieri su “Presentò falsi requisiti. A Brugnettini otto mesi.

  1. giampaolo chavan

    Scusate ragazzi, il pezzo l’ho fatto io, avete fatto un bel copia e incolla senza citare la fonte nè l’autore anzi come autore appare tale Alessandro Chesini che non ho il piacere di conoscere. Non so, non mi pare molto corretto soprattutto da chi, come il vostro movimento,si sta erigendo come unico depositario della legalità, correttezza e trasparenza. Un saluto Giampaolo Chavan

    Rispondi
    1. Alessandro Chesini Autore articolo

      Buongiorno Sig. Chavan, la ringrazio per il commento. Riportiamo costantemente articoli che ci sembrano interessanti e che non sono necessariamente scritti da noi. Nel suo caso, abbiamo avuto copia digitale dell’articolo il quale riportava le sole iniziali (G. CH.). Ho provato anche a fare una ulteriore ricerca sul sito de L’Arena per risalire all’autore ma senza successo. Se guarda bene sotto il pezzo le sue iniziali compaiono, mentre non compare la fonte (in questo caso L’Arena). Altra cosa è l’autore del post, che è un campo previsto dalla piattaforma WordPress a cui ci appoggiamo e che indica il responsabile della pubblicazione. Se desidera che il suo articolo venga cancellato, provvederò personalmente, in caso contrario sostituirò le iniziali con il suo nome nome e cognome per estesi. Cordiali Saluti, Alessandro Chesini.

      Rispondi

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