Grillipoti

MTravaglioIl dibattito pro o contro il dialogo col Pd che, tanto per cambiare, sta dilaniando i 5 Stelle dopo le sortite del senatore Orellana, col solito contorno di minacce di fuoriuscite ed espulsioni, proprio mentre i parlamentari sono impegnati nella sacrosanta battaglia contro lo scassinamento della Costituzione, è un capolavoro di surrealismo. È come se un tizio, marito e padre esemplare, cominciasse a dire in casa che vuole andare a letto con Monica Bel-lucci. E scatenasse un casino infernale nella sua famiglia, con lanci di piatti e bicchieri, facendosi alla fine buttare fuori di casa dalla moglie e detestare dai figli. E alla fine si scoprisse che non ha mai visto né conosciuto la Bellucci, la quale comunque, anche se lo conoscesse, non avrebbe la minima intenzione di andare a letto con lui. Con un’aggravante: il Pd non presenta la benché minima somiglianza con la Bellucci. Mutatis mutandis: nessun dirigente del Pd ha mai chiesto ai 5Stelle di dialogare per un governo insieme, dunque non si capisce quale dialogo vadano inseguendo l’ottimo Orellana e i suoi seguaci, visto che il destinatario del dialogo non ne ha mai voluto sapere. Buonsenso vorrebbe che il M5S discutesse se dialogare o no con il Pd per un governo insieme solo se e quando (ipotetica del terzo tipo) il Pd manifestasse un minimo interesse in tal senso. Finora, dalla celebre diretta streaming fra Bersani e Letta nipote da una parte e il duo Crimi-Lombardi dall’altra in poi, la proposta del Pd è sempre stata un’altra: voi ci date i voti, e noi governiamo da soli, con ministri nostri, sottosegretari nostri, programma nostro. Anzi, peggio: se a febbraio Bersani sognava un monocolore Pd-Sel appoggiato dal-l’esterno, gratis et amore Dei, dai 5Stelle o da alcuni di essi, oggi gli spifferi di Palazzo ipotizzano qualcosa di ancor più indecente: un governo di intese un po’ meno larghe, senza B. (nel caso in cui si tiri indietro lui: l’idea di scaricarlo perché pregiudicato e vieppiù impresentabile non è neppure all’ordine del giorno), ma con qualche “moderato” del Pdl (un ossimoro), qualche rimasuglio di gruppo misto e qualche 5Stelle sfuso. Un’operazione alla Scilipoti-Razzi che però, sui media di regime, ha perduto ogni valenza negativa e anzi viene dipinta come un balsamo benefico e profumato denominato stabilità, governabilità, “scouting” e altre esche per gonzi utilissime a nascondere il trasformismo, la compravendita e il tradimento degli elettori. Del resto due interi partiti – Pd e Pdl – hanno sdoganato il modello Scilipoti-Razzi andando al governo insieme, subito dopo aver giurato ai propri elettori di essere irriducibilmente alternativi. L’unica operazione accettabile e utile al Paese sarebbe un ravvedimento operoso del Pd, che facesse pubblicamente mea culpa per gli immondi inciuci degli ultimi due anni e chiedesse ai 5 Stelle un’alleanza alla luce del sole per un governo di pochi mesi presieduto da una personalità terza come Rodotà o Zagrebelsky o Settis, che parta dal voto immediato sulla decadenza di B. e faccia poche cose, fra quelle urgenti e fattibili, tenendo conto dei programmi di entrambe le forze: riforma elettorale, conflitto d’interessi, anticorruzione con falso in bilancio, autoriciclaggio, manette (vere) agli evasori, patrimoniale, annullamento delle spese inutili tipo Tav Torino-Lione ed F-35, reddito minimo di cittadinanza o qualcosa che gli somigli. Dopodiché si torni a votare al più presto. Siccome questa proposta il Pd non l’ha fatta e forse non la farà mai, non si capisce perché non l’avanzino i 5Stelle per mettere tutti, dal Quirinale al Pd, con le spalle al muro e disinnescare i ricatti di B. Se verrà accolta, potranno assumersene il merito. Se sarà respinta, ci avranno comunque provato e lasceranno il cerino del disastro in mani altrui. Ma soprattutto la pianteranno di discutere sul nulla, regalando alla stampa di regime altri titoloni risse, ombelichi, aperture, chiusure, rivolte, scomuniche, espulsioni ed esodi biblici che esistono solo sulla carta. Igienica.

Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2013)

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